Photo Gallery - Tosca Ferragosto 2009
| Ferragosto con Tosca |
|
Non resta che lo spettacolo, ora. Quando hai visto Rosalia, adorabile come non mai, varcare la soglia della Versiliana con un vestito a fiori, e guardarsi intorno in cerca del palco. E poi, la voce, la musica, il ballo. Su tre palchi, sempre più grandi, dalla Versiliana, al Principe di Piemonte, fino a piazza Mazzini, comunque infinitamente più piccolo di quello che verrà. Tre esibizioni, sempre più emozionate, sempre più affollate, vissute, in un crescendo da lasciare a bocca aperta; ed a molti è successo. Hai visto qualcosa dello spettacolo, e non ti è bastato. Ora non resta che andare in pellegrinaggio nel luogo fisico, alla fonte spirituale, la sorgente dove questa tensione narrativa, questo agonismo di sensi è nato e nasce ogni volta. Il palco vero, quello dove sbocciano gli amori e cola il sangue, dove ci si ferma ad ascoltare la luna, dove si odia, si invidia, si ama. Disperatamente. Il palco di Puccini, il teatro sul Lago. Non resta che quello. Non resta che prendersi una serata di vacanza dalla vita ed entrare nelle vite di Tosca, di Mario, di Scarpia. Farsi predire il futuro da Sidonia, chissà… Lasciare che la propria vita cambi, a causa di una storia, di una musica, di un brano. Che non sia più la stessa, dopo. Non resta che quest’ultimo passo ai tanti che hanno assistito allo showcase versiliese di Tosca Amore Disperato, il giorno di ferragosto. Alcuni avevano deciso di seguirla, e lo hanno fatto, da Marina di Pietrasanta fino a piazza Mazzini a Viareggio. Altri – capita, per le cose belle della vita – ci si sono ritrovati senza sapere bene come. Correvano, magari andavano di fretta, un gelato tardivo, o un appuntamento. E poi, senti le note, ascolti le voci, vedi la grazia e l’intensità snodarsi sul palco, perdi la cognizione del tempo. Potrebbero essere passate ore. Invece no, è una mezz’ora fugace. Accresce il desiderio, non lo sazia. Per quello, ci vorrà ben altro. Ci vorrà il palco di Puccini, presto. Siamo tutti idealmente in fila per quel momento. |
Notre Dame De Paris
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
Pia Perdutamente Tua
"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".
