Prologo
La luna quella notte era più grande della terra.
Aveva divorato tutto: parole d’amore e di odio, preghiere, struggenti momenti di pace e pericolosi silenzi di guerra.
Corpi e respiri aveva succhiato dalle finestre delle case e mangiato le ombre dagli angoli bui delle strade, rubato frasi d’amore spezzate da fischi di bestemmie di fuoco, accordi di chitarre che uscivano dalle osterie per mescolarsi all’abbaio di cani più grossi dei lupi di montagna.
Tra lontani tocchi di campane suonate da nessuno, i pochi uomini che circolavano ancora per le strade vedevano la loro ombra allungarsi e muoversi anche quando impauriti si fermavano per farsi superare.
In quella notte dove ci si sentiva inseguiti anche a letto, nascosti sotto le più pesanti coperte, si capì che aveva vinto la luna, che non c’era rifugio o angolo o grotta per nascondersi o sogno di labbra dove rifugiarsi.
Era una di quelle poche notti di luna piena dove gli innamorati, invece di ascoltare il suo silenzio e la sua musica argentata, le chiedevano nervosi di parlare, di spiegarsi, di invadere il loro destino per sapere quale strade avrebbe preso il loro amore.
Se doveva camminare sul filo delle spade che lo avrebbero diviso o se si fosse dolcemente sdraiato su quella nuvola rosa, di prima mattina, là dove spunta il sole.
Dentro un velo di una nuvola incerta, Sidonia la “cantrice” lancia la sua profezia, annuncia l’amore disperato e senza futuro di Tosca.
Il suo canto rimbalza tra i tetti di Roma e le piazze vuote, entra dai finestroni delle chiese e, illuminandolo senza pietà, si ferma sul cuore doloroso di un Gesù crocifisso.
Lucio Dalla
| L'Opera e Giacomo Puccini |
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Il 14 gennaio del 1900 Tosca, musicata da Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, debutta al Teatro Costanzi di Roma in quello che oggi, dopo molte trasformazioni, è il Teatro dell’Opera. Il soggetto è quello dell’omonimo dramma di Victorien Sardou, debuttato a Parigi nel 1887, e al cui successo aveva contribuito l'interpretazione di Tosca da parte della celeberrima attrice francese Sarah Bernhardt. Nel 1889 la Tosca di Sardou viene rappresentata anche a Milano al Teatro dei Filodrammatici Giacomo Puccini vi assiste, rimanendone profondamente colpito. Dopo dispute e problemi sui diritti d’autore, comincia il lavoro sul soggetto, qualche mese dopo il successo de La Bohème, nella primavera del 1896: nel 1899 la stesura viene completata e Tosca va in scena l'anno successivo. L’opera si snoda in tre atti ricchi di azione e colpi di scena, cosa assai insolita per il genere, e che disorienta i critici. La grandezza della Tosca di Puccini, che raggiunge un realismo e una violenza sconosciuti per l'epoca, non viene immediatamente compresa da una critica turbata, ma viene accolta da uno straordinario successo di pubblico. Le passioni rappresentate sono quelle politiche della Roma post-repubblicana del 1800 e al tempo stesso quelle profondamente umane dei protagonisti che si susseguono sul palcoscenico. L'azione si svolge all’interno della Chiesa di Sant’Andrea della Valle e di Castel Sant’Angelo: al termine, una volta constatato che Scarpia l’ha ingannata, Floria Tosca decide di uccidersi buttandosi proprio dalle mura del castello. Prima grande opera lirica del nuovo secolo Tosca rappresentò una forte innovazione sia nell’universo compositivo pucciniano, reduce dall’intimismo melodrammatico e pietistico della Bohème, che nella stessa funzione scenica di un’opera. Effetti forti, particolari realistici, passioni autenticamente popolare espresse da motivi energici e melodie impetuose. Il nuovo, sotto forma di un inedito verismo, avanzava e, con esso, un concetto di modernità (naturalmente non colta subito dalla critica del tempo) che oggi più che mai si è disposti, oltre un secolo dopo, a riconoscere al grande compositore lucchese. E Lucio Dalla, il più pucciniano dei nostri musicisti nel senso della sua capacità di comporre seguendo melodie allo stesso tempo classiche e moderne, non poteva non incontrare Tosca. Incontrarla non per il gusto di una rivisitazione, di un maquillage estetico-musicale, ma incontrarla per il gusto di riscriverla, di darle una nuova vita pur nel rispetto del percorso narrativo originale. Nuove musiche, totalmente inedite, nuovi testi liberamente inspirati al libretto di Illica e Giacosa, stessa vitalità, stessi caratteri delineati a tinte fortissime per Cavaradossi, Tosca e Scarpia. Ma perché una nuova opera da Tosca? "Perché la storia è meravigliosa", dice Dalla, "e perché Puccini è la modernità e addirittura è più moderno di tanti musicisti contemporanei. Tutta la musica del 900 deriva da Puccini e c’è nell’aria un bisogno di tornare alle radici autentiche della musica. Un sentimento, questo, che è mio ma che sento molto presente anche nel pubblico". |
Tosca
Tosca Floria

Tosca Floria, amante del pittore Mario Cavaradossi, è una celebre cantante d'opera. Donna profondamente religiosa, ma anche passionale, donna estremamente moderna ed emancipata. Gelosa e combattiva, giura di proteggere il suo amore e il suo uomo ad ogni costo. Tosca donna di slanci passionali e sentimenti impetuosi. La sua fine sarà coerente con la sua vita.
Ruolo interpretato da Rosalia Misseri.
Cavaradossi
Mario Cavaradossi

Il cavalier Mario Cavaradossi è pittore e amante di Tosca; all’inizio dell’opera sta dipingendo un quadro nella chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma, quando viene raggiunto dal fuggitivo Angelotti che chiede e riceve protezione. Le convinzioni bonapartiste e libertarie di Mario lo condurranno a scontrarsi con il barone Scarpia, che già lo odia per essere l’unica “luce degli occhi” diTosca.
Ruolo interpretato da Graziano Galatone.
Scarpia
Barone Scarpia

Il barone Vitellio Scarpia è il capo della polizia pontificia. Alla ricerca dell’evaso ex-console Angelotti, incontra Tosca, per la quale ha una segreta e insana passione. Dietro al brutale capo della polizia, si nasconde un uomo dalla personalità contrastante, isterico e capriccioso, collerico. Uno psicopatico suo malgrado, l’incarnazione del potere bizzoso e violento.
Ruolo interpretato da Vittorio Matteucci
Sidonia
Sidonia

Sidonia come gli astri, è sempre presente e dal cielo osserva le umane azioni. Regina della Notte, è colei che Tosca interroga affinchè le venga svelato il futuro del suo amore. Come ogni infausta profezia, si avvera provocando dolore e morte ma Sidonia non ne resta distaccata, partecipa e dolente canta dell'Amore Disperato.
Ruolo interpretato da Iskra Menarini
Spoletta
Spoletta

Spoletta, “la mejo spia de Roma”, è lo scagnozzo di Scarpia, il suo tirapiedi ed esecutore materiale dei suoi misfatti e dei suoi soprusi. È lui che mette in atto la trama ordita da Scarpia ai danni dei due amanti, è lui che viene inviato ad arrestare il fuggitivo Angelotti. Figura più che secondaria nell’opera di Puccini, Lucio Dalla ne ha fatto invece un personaggio intrigante e umano nella sua rielaborazione.
Ruolo interpretato da Lalo Cibelli
Angelotti
Cesare Angelotti

Cesare Angelotti è l'ex-console della Repubblica Romana; col ritorno dell’autorità papalina, il giovane rivoluzionario è arrestato, ma riesce ad evadere da Castel Sant’Angelo e a rifugiarsi nella chiesa dove Cavaradossi sta dipingendo. “Terrorista” e “nemico del popolo”, il fuggiasco Angelotti incarna a tutti gli effetti l’aspirazione alla libertà.
Ruolo interpretato da Antonio Carluccio
Notre Dame De Paris
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
Pia Perdutamente Tua
"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".

Lo Spettacolo