| Video-intervista a Graziano Galatone (CAVARADOSSI) |
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Quanto ti senti vicino alla personalità di Cavaradossi? E' bellissimo interpretrare Mario, sono appassionato di pittura, quindi mi diverte stare in scena pensando di dipingere il mio personaggio, quindi Mario è bello, bello e il canto, l'arte è il mio completamento. Quindi sono felice. Se non fossi stato scelto per il personaggio di Mario Cavaradossi, quale altro personaggio dello spettacolo avresti desiderato interpretare? Ah, sicuramente Tosca. Mi piace fare impazzire l'altro, ecco, oppure l'altra e quindi mi piace essere corteggiato in qualche modo. Tosca è una grande donna ed ha fatto impazzire quest'uomo fino alla morte e quindi lo preferisco. Cosa si prova a calcare di nuovo, dopo diverso tempo, il palco di Tosca Amore Disperato? Tanta paura, perchè prima non ci rendevamo conto delle difficoltà di quest'opera, vocale e fisica e a differenza di altri spettacoli che ho interpretato, Tosca ti dà la possibilità di essere libero in scena, in particolar modo con l'autore che si diverte nel rinnovare giorno dopo giorno, ora per ora, momento per momento le melodie, cercando di dare una facciata diversa ad ogni interpretazione. Quindi sono soddisfatto sotto ogni profilo artistico, ripeto per la libertà che si prova nel cantare e nel fare quest'opera. Grande innovazione di questa edizione di Tosca a Torre del Lago, l'orchestra del Teatro Giacomo Puccini, quanto è difficile, se è difficile, cantare ed essere diretti da un maestro e da un'orchestra? A me piace moltissimo perchè sono un ex orchestrale, percussionista, quindi non ho trovato tante difficoltà. L'idea di avere un occhio puntato di fronte al direttore d'orchestra è meraviglioso. Poi la dinamica della musica non ha la freddezza di una base e sentire l'arco vibrare, oppure un legno suonare è stupendo. Sicuramente un'emozione diversa dalla base. Quindi, grazie, grazie alla produzione per averci dato questa possibilità, anzi dovrebbero essere tutti gli spettacoli supportati da un'orchestra, come succede a volte nei paesi anglosassoni. A proposito della produzione, Lucio Dalla e David Zard, hanno in questi giorni, più volte parlato della rinascita dell'opera moderna contemporanea, contrapposta al musical anglosassone, una rinascita cominciata con Notre Dame e giunta a rivoluzione con la stessa Tosca, una rinascita che apporta grandi elementi di modernità. Per esempio Lucio Dalla dice, come nei teatri si sono utilizzate le lampadine al posto delle candele, così possiamo introdurre elementi di modernità, di grande innovazione restando nel solco della tradizione tutta italiana del melodramma. Sei d'accordo? Ammazza che domanda! No, nel senso che sono d'accordissimo! Io sono convinto che se Verdi, Puccini, Bellini, tutti i grandi autori e compositori di musica classica, avessero avuto a disposizione le tecnologia di oggi, l'avrebbero utilizzata. Bisogna fare attenzione, però, a non utilizzare la tecnologia come base di una scrittura, di un'idea. L'idea deve essere fortemente musicale e melodica, per questo siamo famosi in tutto il mondo. Quindi ben venga la tecnologia ma se usata nei giusti limiti per mettere in evidenza la melodia. Quindi l'opera moderna, sì! |
Notre Dame De Paris
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
Pia Perdutamente Tua
"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".
