| Video-intervista a Vittorio Matteucci (BARONE SCARPIA) |
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Come hai ritrovato Tosca e il tuo personaggio a 4 anni di distanza? È stato come ritrovare dei vecchi amici, li ho trovati in grandissima forma, più vivi di prima. Il Barone, in particolare, sta benissimo, è più psicopatico che mai, e rimane un personaggio pieno di ricchezza. Come ti concentri per entrare nel tuo ruolo e quanto tempo prima di entrare in scena ti senti Scarpia? Non moltissimo. Le doti di attore, in questo caso, aiutano a farti entrare dentro la psicologia del personaggio. Infondo dentro ognuno di noi esiste un lato oscuro, basta avere il coraggio di andare a rovistarci dentro. Personalmente, dopo tutti i cattivi che mi sono capitati, credo di avere questa capacità. Ti dà delle sensazioni particolari cantare accompagnato dall’orchestra? Credo che sia l’unico modo di cantare. Cantare con la base in sottofondo ritengo sia contro natura, la natura è cantare accompagnati dall’orchestra, con gli strumenti dal vivo. Certamente non può essere sempre possibile, un produttore deve considerare i problemi di budget che questo comporta. Mentre stai cantando sul palco, verso chi rivolgi il tuo sguardo e la tua attenzione? Io sono in scena in quel momento, e quindi li rivolgo alla storia. Se stai facendo una buona performance è perché, nonostante la ripetitività, la battuta che ti viene detta è come se tu la sentissi per la prima volta, e la risposta che tu dai a quella battuta è come se tu la dicessi per la prima volta. Sapresti dirmi una differenza tra Riccardo Cocciante e Lucio Dalla e com’è il loro approccio al lavoro? C’è una piccola differenza, ma sono entrambi geniali, sono grandissimi autori, e hanno rinnovato la nostra tradizione dell’opera, che è ritornata ad essere l’opera che tutti conoscevamo. Il melodramma era quello che la gente comune cantava per la strada no? Adesso, un po’, si sta recuperando tutto questo, anche attraverso l’utilizzo delle voci moderne. Forse saprai che anche Tosca Amore Disperato si è messa al passo con i tempi e ha la sua pagina su Facebook. Lorenzo, un fan, ha due domande da porti. Com’era il Matteucci esordiente? E quali sono le qualità che deve avere un giovane artista, per rubarti il posto? Matteucci esordiente; non lo so nemmeno io quando ho esordito, ho cominciato a cantare quando avevo zero anni e sono ancora qui che canto, a recitare quando ne avevo quindici. Un giovane artista deve avere solo la passione, e una pizzeria, a casa sua. Nel senso che è necessaria anche una tranquillità economica, perchè è un mestiere un po’ complesso. tanto è vero che ancora oggi non è accettato come un vero lavoro; se dici che fai il cantante ti chiedono: ma di lavoro, veramente, cosa fai? Bisogna avere tanta passione, perché è la passione che ti porta a fare questo mestiere, ed è il mestiere che ti sceglie, non sei tu che lo scegli.
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Notre Dame De Paris
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
Pia Perdutamente Tua
"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".
