Arena di Verona, 12 Settembre 2009
Semplicemente splendida, oltre 8.000 spettatori hanno applaudito ininterrottamente per decine di minuti, un vero trionfo. La Stampa di Tosca a Verona...
Semplicemente splendida, oltre 8.000 spettatori hanno applaudito ininterrottamente per decine di minuti, un vero trionfo. La Stampa di Tosca a Verona...

Lucio Dalla si racconta parlando della sua Tosca, Amore Disperato: dalla decisione di realizzare l'opera alle peculiari innovazioni apportate alla popolare trama. Una lunga intervista a Torre del Lago, il 25 luglio, giornata in cui circa un centinaio di provinanti hanno sostenuto l'audizione per entrare a far parte del cast di una delle più belle opere moderne
leggi| Un narratore disincatato... |
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Sidonia aveva bisogno di una mano. Troppo grande il peso del grido di Tosca, troppo struggente la storia da raccontare, troppo doloroso predire il futuro e contestualizzare l'eterno presente dell'eterna Roma. Ci ha pensato Lucio Dalla, ad andare in soccorso della sua cantrice. Ha vestito, per qualche volta, i panni del narratore, e si è buttato nella Roma ottocentesca; un narratore sognante e disincantato per una città ironica e beffarda, sempre in bilico fra lo sberleffo e la messa cantata. Ha fatto scivolare parole dense fra le labbra, come pennellate di un dipinto a olio su una tela grezza, impastate del colore delle strade millenarie, algide come i monumenti sibillini della città. Ha steso il suo quadro davanti agli spettatori e sillaba dopo sillaba, parola dopo parola, li ha aiutati ad entrarci. Quei momenti vogliamo riviverli qui con voi.
INIZIO DEL PRIMO ATTO La luna quella notte era più grande della terra. Aveva divorato tutto: parole d’amore e di odio, preghiere, struggenti momenti di pace e pericolosi silenzi di guerra. Corpi e respiri aveva succhiato dalle finestre delle case e mangiato le ombre dagli angoli bui delle strade, rubato frasi d’amore spezzate da fischi di bestemmie di fuoco, accordi di chitarre che uscivano dalle osterie per mescolarsi all’abbaio di cani più grossi dei lupi di montagna. Tra lontani tocchi di campane suonate da nessuno, i pochi uomini che circolavano ancora per le strade vedevano la loro ombra allungarsi e muoversi anche quando impauriti si fermavano per farsi superare. In quella notte dove ci si sentiva inseguiti anche a letto, nascosti sotto le più pesanti coperte, si capì che aveva vinto la luna, che non c’era rifugio o angolo o grotta per nascondersi o sogno di labbra dove rifugiarsi. Era una di quelle poche notti di luna piena dove gli innamorati, invece di ascoltare il suo silenzio e la sua musica argentata, le chiedevano nervosi di parlare, di spiegarsi, di invadere il loro destino per sapere quale strade avrebbe preso il loro amore. Se doveva camminare sul filo delle spade che lo avrebbero diviso o se si fosse dolcemente sdraiato su quella nuvola rosa, di prima mattina, là dove spunta il sole. Dentro un velo di una nuvola incerta, Sidonia la “cantrice” lancia la sua profezia, annuncia l’amore disperato e senza futuro di Tosca. Il suo canto rimbalza tra i tetti di Roma e le piazze vuote, entra dai finestroni delle chiese e, illuminandolo senza pietà, si ferma sul cuore doloroso di un Gesù crocifisso.
INIZIO DEL SECONDO ATTO ..nelle notti di luna sporca quando le nuvole si fermano a riposarsi sdraiate su di lei, nell'aria sale un buio di morte e non tutti dormono. |

Tosca Floria, amante del pittore Mario Cavaradossi, è una celebre cantante d'opera. Donna profondamente religiosa, ma anche passionale, donna estremamente moderna ed emancipata. Gelosa e combattiva, giura di proteggere il suo amore e il suo uomo ad ogni costo. Tosca donna di slanci passionali e sentimenti impetuosi. La sua fine sarà coerente con la sua vita.
Ruolo interpretato da Rosalia Misseri.

Il cavalier Mario Cavaradossi è pittore e amante di Tosca; all’inizio dell’opera sta dipingendo un quadro nella chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma, quando viene raggiunto dal fuggitivo Angelotti che chiede e riceve protezione. Le convinzioni bonapartiste e libertarie di Mario lo condurranno a scontrarsi con il barone Scarpia, che già lo odia per essere l’unica “luce degli occhi” diTosca.
Ruolo interpretato da Graziano Galatone.

Il barone Vitellio Scarpia è il capo della polizia pontificia. Alla ricerca dell’evaso ex-console Angelotti, incontra Tosca, per la quale ha una segreta e insana passione. Dietro al brutale capo della polizia, si nasconde un uomo dalla personalità contrastante, isterico e capriccioso, collerico. Uno psicopatico suo malgrado, l’incarnazione del potere bizzoso e violento.
Ruolo interpretato da Vittorio Matteucci

Sidonia come gli astri, è sempre presente e dal cielo osserva le umane azioni. Regina della Notte, è colei che Tosca interroga affinchè le venga svelato il futuro del suo amore. Come ogni infausta profezia, si avvera provocando dolore e morte ma Sidonia non ne resta distaccata, partecipa e dolente canta dell'Amore Disperato.
Ruolo interpretato da Iskra Menarini

Spoletta, “la mejo spia de Roma”, è lo scagnozzo di Scarpia, il suo tirapiedi ed esecutore materiale dei suoi misfatti e dei suoi soprusi. È lui che mette in atto la trama ordita da Scarpia ai danni dei due amanti, è lui che viene inviato ad arrestare il fuggitivo Angelotti. Figura più che secondaria nell’opera di Puccini, Lucio Dalla ne ha fatto invece un personaggio intrigante e umano nella sua rielaborazione.
Ruolo interpretato da Lalo Cibelli

Cesare Angelotti è l'ex-console della Repubblica Romana; col ritorno dell’autorità papalina, il giovane rivoluzionario è arrestato, ma riesce ad evadere da Castel Sant’Angelo e a rifugiarsi nella chiesa dove Cavaradossi sta dipingendo. “Terrorista” e “nemico del popolo”, il fuggiasco Angelotti incarna a tutti gli effetti l’aspirazione alla libertà.
Ruolo interpretato da Antonio Carluccio
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".