Home Press The New York Times
Set 10
Venerdì
showcase_altalena

Login Area Press



Arrenditi Puccini: a Tosca hanno alzato il volume e attaccato la spina

traduzione da: The NewYork Times: 31 Maggio, 2004  Download English version Pdf file

By Jason Horowitz

Tosca non è più la stessa ultimamente.

Un sabato sera a Milano ha avuto bisogno dell’aiuto di un microfono per le sue tragiche canzoni. E invece di seguire la bacchetta di un direttore, si muoveva in tacchi a spillo seguendo una colonna sonora registrata. Sembrava anche diversa, visto che aveva scambiato la sua solita corpulenza da opera con curve da showgirl e completino striminzito.

Più di cento anni dopo il debutto dell’opera di Puccini, il pubblico sta vedendo Tosca in modo molto diverso da quello tradizionale. L’eroina è ancora malata d’amore e disturbata da simili corteggiatori, ma preferisce cantare a squarciagola canzoni da show.

Tosca il musical? «Questa è un’opera moderna», ha affermato Lucio Dalla, compositore e creatore di Tosca: Amore Disperato, meglio conosciuto come cantante soft-rock italiano.  «Dopo cento anni devi cambiare. La mia Tosca canta normalmente. Il pubblico può capirla senza dover tenere il naso incollato nel libretto».

Pop e opera si sono sempre incrociati negli Stati Uniti, dove Baz Luhrmann ha inserito un tocco popolare nella Bohème di Puccini a Broadway e Elton John ha rimpiazzato la musica dell’Aida di Verdi. Ma questa è l’Italia, culla dell’opera lirica, e certi aficionados sono turbati dal fatto che una versione pop di Tosca entri nelle venerate stanze dell’opera e ne infanghi i sacri palchi.

«Sono preoccupato da questa produzione» ha dichiarato Pino Castagnetti, segretario degli Amici della Galleria, associazione nazionale di amanti dell’opera. Dalla, sessant’anni, non vede l’ora di portare la sua opera fuori dalle arene come il Mazda Palace di Milano, in luoghi dove il pubblico – contesta – è «stufo» delle tradizionali esibizioni.

«L’opera in Italia è vulnerabile e debole al momento» dice Fred Plotkin, ex-performance manager alla Metropolitan Opera, che ha frequentato La Scala come studente Fulbright.

Diversi teatri distrutti da incendi devono ancora essere ricostruiti, e i fondi governativi sono stati seriamente tagliati a diversi di quelli che ancora restano in piedi. La radio ha largamente abbandonato le dolci arie per il pop zuccheroso, e le stelle nazionali dell’opera spesso passano inosservate.

E quando Luciano Pavarotti, che è amico e talvolta partner in duetti con Dalla, si è preso il suo applauso finale dopo una performance della Tosca alla Metropolitan Opera in marzo, l’opera italiana ha fatto un ulteriore passo verso la perdita del suo ambasciatore più conosciuto.

«Oggi è raro vedere una pagina sui giornali italiani a proposito di un cantante d’opera» dice Franco Moretti, direttore generale dell’annuale Festival italiano di Puccini. «Lo spazio è concesso a pop star o musical». Ma Tosca: Amore Disperato finora ha collezionato un bel po’ di stampa qui.

Questa pubblicità e le oltre duecentomila persone che hanno pagato per vedere lo spettacolo dal suo debutto lo scorso anno, hanno portato alcuni teatri a invitare Dalla e il suo cast sui loro palchi.

Una versione ridotta di Tosca: Amore Disperato,  è stata eseguita con un’orchestra al Teatro dell’Opera di Bologna, in marzo, ed è in programma per il teatro di Vienna questa estate. Dalla ha dichiarato di aver messo gli occhi su La Fenice di Venezia, mentre i funzionari della più riverita compagnia operistica, La Scala, stanno prendendola in considerazione per il Teatro degli Arcimboldi, loro sede temporanea durante il restauro del celebre teatro.
«La linea di confine è sempre meno chiara», afferma Plotkin. Ma quasi nessuno crede che l’opera abbia esaurito il suo corso o che i teatri debbano abbracciare i musical. Il direttore de La Scala, Riccardo Muti, ha già preso una ferma posizione contro quello che alcuni hanno chiamato l’istupidimento dell’opera lirica.

In un’intervista giornalistica al Corriere della Sera, quest’anno, Muti si è lamentato delle pop star che si prendono libertà con la musica lirica. Ha una disputa di vecchia data col direttore de La Scala, Carlo Fontana, circa la possibilità che le offerte della compagnia includano prezzi più popolari per far entrare più soldi.

«Io penso che il musical sia l’opera dei nostri tempi» ha affermato Fontana «La Scala è un grande museo dell’opera. È come il Louvre. Ma deve decidere se vuole aprirsi al repertorio contemporaneo, questo è il punto. Questa è la grande domanda».

Un serio motivo di turbamento per gli intenditori d’opera è l’introduzione dei microfoni a teatro. I cantanti di Dalla sono amplificati, e ciò genera una certa preoccupazione sul fatto che una nuova generazione di appassionati d’opera, catturata da musical come Tosca: Amore Disperato, si abitui alle voci artificiali e rimanga delusa ascoltando i tenori al naturale.

Ma Dalla non sembra avere problemi con le deviazioni.
Nell’atto primo di Tosca: Amore Disperato, le suore rimangono in lingerie rossa e i preti si uniscono in abbracci pruriginosi. Poi ci sono nuovi personaggi, inclusa una specie di indovina cantante.

Le origini dello spettacolo, commissionato dal direttore dell’Opera di Roma, Francesco Ernani, non sono ortodosse. Dalla ha dichiarato che l’ispirazione gli è venuta durante i lunghi ascolti notturni di Puccini per entrare nello stato mentale giusto per un film di mafia di cui stava scrivendo la colonna sonora.
Persino gli esperti d’opera più aperti come Moretti, che ha detto che darebbe il benvenuto alla Tosca di Dalla al suo annuale festival pucciniano, si sono chiesti che cosa penserebbe il compositore. «Non credo che Puccini riuscirebbe a sostenere lo show», ha affermato.

I membri del cast non vedono perché no. Rosalia Misseri, la ventiquattrenne che interpreta Tosca e che è una delle stelle più brillanti nel musical italiano, ha detto che lo spirito del personaggio è rimasto intatto. Ha ammesso, comunque, che la sua conoscenza di Tosca era abbondantemente intuitiva, dato che non aveva mai visto una rappresentazione dell’opera.

Nonostante o forse proprio a causa delle sue licenze poetiche, gli italiani non ne hanno mai abbastanza dello spettacolo. A Milano un pubblico rapito si è lanciato sotto il palco dopo la scena finale.

Proprio come nella versione di Puccini, il dramma finisce con Tosca che si getta giù dal parapetto per la sua morte fuori scena. Ma questa volta Dalla ha aggiunto un tocco in più: un angelo muscoloso in slip neri e ali bianche la riporta su.

«La mia Tosca non è destinata a diventare un classico» ammette Dalla «Ma ci sono persone che sono arrivate a vederla dieci volte, e per loro è “la” Tosca».

 

Notre Dame De Paris

È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...

leggi

Pia Perdutamente Tua

"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,

e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,

"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria

disposando m'avea con la sua gemma".

leggi

Zard Media Group

Dall’esperienza pluriennale di David Zard nel campo dei grandi eventi culturali e spettacoli musicali dal vivo, nasce Zard Media Group.leggi
Home Press The New York Times